Visualizzazione con virtual reality - una nuova esperienza

La Virtual Reality conquista gli studi di architettura

L’entusiasmo del BIM non ha ancora raggiunto la sua massima diffusione e già gli subentra la prossima tendenza nel mondo dell‘architettura: la Virtual Reality, in breve VR.

Relegata fino a poco tempo fa alle sfere dei film di animazione o dell’industria dei videogame, la VR fa irruzione nel reale mondo del lavoro, anche negli studi architettonici.

Gli architetti e general contractor di IttenBrechbühl utilizzano la VR nel processo di progettazione. Perché i clienti possano valutare al meglio i propri progetti, ricevono ad esempio dei semplici occhiali per VR, il cosiddetto Cardboardbox, che consentono di provare un’esperienza tridimensionale. Quando si muove la testa, la rappresentazione dell’ambiente segue lo sguardo di chi indossa gli occhiali, raffigurandolo da un punto di vista fisso. I concept cromatici, i materiali e l’arredamento possono essere rappresentati nei dettagli.

Un’esperienza tridimensionale al posto delle planimetrie

Il vantaggio è presto detto: la Virtual Reality rende percepibili degli spazi che saranno fisicamente costruiti mesi dopo. «Per le persone che non sono abituate a leggere le planimetrie questo è di grande aiuto», afferma un cliente estimatore della nuova tecnologia.

La Virtual Reality cambierà per sempre il lavoro degli architetti, ne sono convinti anche Héctor Alamar Tamarit e Joel Carter, specialisti di VR alla IttenBrechbühl. «Stiamo ancora graffiando la superficie di tutto quello che sarà possibile fare con la VR, e gli hardware si stanno sviluppando a ritmo frenetico», aggiunge Carter. Attualmente i Cardboardbox sono la cosa più semplice che la VR può offrire.

La tecnologia si sviluppa rapidamente

Le camminate attraverso gli spazi virtuali su display di ogni tipo sono ormai uno standard. A differenza del Cardboardbox, in questo caso l’osservatore lascia il suo punto di osservazione fisso per spostarsi liberamente da uno spazio all’altro. IttenBrechbühl ha utilizzato questa tecnologia per la prima volta in un progetto di finitura degli interni. «La realtà virtuale risparmia degli inutili circoli viziosi nella progettazione, perché molte questioni possono essere chiarite con certezza già in anticipo», spiega Alamar Tamarit.

L’evento più spettacolare è però offerto dagli occhiali VR, ad esempio i modelli HTC Oculus. Riproducono un ambiente in scala uno ad uno, consentendo a chi li indossa di attraversarlo. Egli può muoversi liberamente nello spazio e sperimentarlo nelle sue dimensioni «reali». Questa tecnologia è stata utilizzata da IttenBrechbühl ad esempio per rendere accessibili e visibili le sale operatorie della Clinica Universitaria di Losanna, ancora prima della posa della prima pietra.

Ma c’è ancora un’altra tecnologia che in futuro potrebbe tenere occupati gli studi di architettura: la Augmented Reality o AR. Al contrario della VR, la AR impiega degli occhiali non chiusi, che mostrano il mondo reale, ma lo «sovraccaricano» con delle informazioni aggiuntive.  Ad esempio in un appartamento vuoto si possono collocare dei mobili. Anche qui l’architetto impiega una visualizzazione realistica come strumento per facilitare le decisioni dei clienti.

Virtual Reality e BIM

E cosa c’entra la VR con il Building Information Modeling (BIM)? Sia il BIM che la VR si basano sui dati tridimensionali degli edifici. Il BIM facilita la comunicazione tra tutte le parti che partecipano alla progettazione ed alla realizzazione. La Virtual Reality crea un’immagine sperimentabile dell’edificio. L’Augmented Reality integra la visuale reale con degli elementi virtuali. IttenBrechbühl ritiene che in futuro questi metodi si fonderanno. Nuove, affascinanti tecnologie nelle quali IttenBrechbühl si porrà in prima linea.