3. premio
3. rango
Anno 2011

Ospedale SEQUOIA Riviera-Chablais VS

Il progetto propone un impianto compatto che si sviluppa in altezza (piano rialzato + 4 piani). Il fabbricato è immerso in un parco circondato da un cordone vegetale, da realizzarsi senza alcun intenzionale collegamento con l'ambiente limitrofo e con il villaggio, aspetto che gli conferisce un carattere di isolamento. Posti su un basamento, i quattro corpi edilizi si articolano attorno a un atrio centrale, il che permette di evitarne la contrapposizione e di orientare le camere in modo indifferente verso il grande paesaggio. Malgrado l'interessante conformazione dell'edificio, il trattamento di facciata è poco elaborato. È possibile prevedere delle estensioni in diverse direzioni, operazione considerata agevole per il basamento ma difficile per i piani superiori. Nella sua configurazione iniziale, il progetto prevede un'offerta di 30 letti in più rispetto al capitolato.

Questo progetto utilizza il terreno ricostituito e una gestione intelligente delle terre con un bilanciamento parziale dei riporti/sterri e un parcheggio sotto il terrapieno che permette di contenere i rischi di inondazione attraverso una limitazione dello scavo al disopra del livello di falda. Il concetto strutturale è razionale, efficace e rapido da mettere in opera con una trama costruttiva adeguata. La struttura separata offre una buona flessibilità e tiene conto dei criteri di costruzione antisismica. Il modo di fondazione è ben adattato e rispettoso delle sollecitazioni idrogeologiche.

In generale, la buona ubicazione dell'edificio è ciò che determina la presenza della luce naturale, elemento confortante per i pazienti, che proviene dalla disposizione sia delle facciate che dei pozzi di luce verticali. La giuria ha apprezzato il lavoro fatto sulle tre dimensioni e la qualità degli spazi d'ingresso e della distribuzione verticale, derivante dalla concatenazione di una hall a doppia altezza con un atrio e dei cortili interni. Questa disposizione mette in collegamento la zona accoglienza posta a pianterreno con gli ambulatori situati al primo piano.

Per le unità terapeutiche, la scala domestica si esprime sia negli spazi di distribuzione che nelle camere, mentre in sensibile proporzione esse sono orientate verso l'autostrada. Le piccole nicchie che consentono di creare dei luoghi d'incontro negli spazi comuni o i divanetti disposti in facciata per le camere migliorano la dimensione sociale per i pazienti degenti. La trama strutturale è scelta a ragion veduta e apporta un supplemento di comfort nell'allestimento delle camere, rendendo possibile una pianificazione flessibile in vista di adattamenti futuri. Tuttavia, i cortili interni che rischiarano gli spazi centrali delle unità terapeutiche pongono dei problemi di circolazione e di gestione in termini di sicurezza per i pazienti.

I vari poli sono chiaramente localizzati in un sistema verticale e distribuiti sui piani. Per contro, una notevole carenza risiede nel fatto che il blocco ostetricia non si trova allo stesso livello del blocco operatorio, per cui l'utilizzo del plateau tecnico, come del resto di quello logistico, non risulta all'altezza delle esigenze.

La loro accessibilità, organizzazione e distribuzione sono inadatte a causa della sovrapposizione dei flussi di pubblico e di pazienti. Queste scelte organizzative appaiono difficilmente rimediabili alla luce di questo progetto il cui sviluppo è basato su collegamenti in verticale. La parte tecnica è ben dettagliata e documentata, nel rispetto di criteri energetici attendibili.

La qualità del progetto risiede nel chiaro e coerente impianto ospedaliero in un parco privilegiato.

La frammentazione dell'insieme di unità autonome condivide chiaramente un'accertata scala domestica, rendendo problematico il funzionamento del plateau tecnico. La tipologia proposta fossilizza il dispositivo e ne limita lo sviluppo.

Direzione generale di progetto TEKHNE SA
Architettura, urbanistica ed economia della costruzione IttenBrechbühl SA
  TEKHNE SA
  Profil-Paysage Sàrl